Test di Paternità Prenatale | Accertare la paternità durante la gravidanza
Analisi del DNA fetale per conoscere la paternità biologica prima della nascita
Il test di paternità prenatale consente di determinare la relazione genetica tra il feto e il presunto padre già durante la gravidanza, senza attendere il parto. È un esame avanzato che permette di ottenere un risultato altamente attendibile, utile sia a scopo informativo sia, in alcuni casi, a fini legali.
Si può eseguire a partire dalla 10ª-11ª settimana di gestazione, quando è possibile prelevare materiale genetico fetale in modo sicuro attraverso una villocentesi (effettuata da un Medico Ginecologo) oppure al 5° mese di gravidanza attraverso amniocentesi.
Il confronto del profilo genetico del feto con quello del presunto padre consente di stabilire, con la stessa precisione di un test post-natale, se esiste o meno un legame biologico.
Quando è consigliato il test di paternità prenatale
Questo test è indicato in tutte le situazioni in cui si desidera ottenere una verifica della paternità biologica prima della nascita, ad esempio:
- per motivi personali e familiari, quando si vuole affrontare la gravidanza con serenità e chiarezza;
- in presenza di disposizioni legali o giudiziarie che richiedono un accertamento genetico documentato;
- su indicazione medica, in concomitanza con altri esami prenatali di tipo genetico o citogenetico.
Prima dell’esame, è sempre consigliata una consulenza genetico-forense, per valutare il metodo più adatto in base alla settimana di gestazione e allo stato di salute della madre.
Tecniche di analisi prenatale disponibili
Esistono due principali modalità di prelievo del DNA fetale:
una invasiva, che prevede l’estrazione diretta del materiale genetico, e una non invasiva, che analizza il DNA fetale libero nel sangue materno.
Il metodo invasivo (villocentesi o amniocentesi) permette di prelevare cellule fetali attraverso un intervento medico specialistico, generalmente tra la 9ª e la 18ª settimana di gestazione.
Il metodo non invasivo (NIPT), invece, si basa su un semplice prelievo di sangue materno, già a partire dalla 10ª settimana, e consente di isolare e analizzare il DNA del feto circolante nel plasma.
Ad oggi solo la metodica di prelievo diretto invasivo offre piena affidabilità scientifica, con una probabilità di attribuzione superiore al 99,9999% e una certezza del 100% in caso di esclusione.
Differenze tra test prenatale invasivo e non invasivo
Differenze tra test prenatale invasivo e non invasivo
Il test di paternità prenatale può essere eseguito con metodiche invasive o non invasive, entrambe basate sull’analisi del DNA ma differenti per modalità di prelievo, tempistiche e livello di rischio.
La scelta della tipologia più adatta dipende da diversi fattori clinici e personali, oltre che dall’utilizzo previsto del risultato.
Settimana gestazionale
Test invasivo (villocentesi / amniocentesi): tra la 9ª e la 18ª settimana
Test non invasivo (NIPT): a partire dalla 10ª settimana
Tipo di campione
Test invasivo: liquido amniotico o tessuto coriale
Test non invasivo: sangue materno
Rischio per il feto
Test invasivo: minimo ma presente
Test non invasivo: nessun rischio
Affidabilità scientifica
Entrambi: 99,9999%
Valore legale
Test invasivo: possibile con catena di custodia
Test non invasivo: solo informativo
Hai dubbi su quale test scegliere?
Entrambe le metodiche offrono un’elevata affidabilità scientifica, ma si differenziano per il livello di invasività, il rischio associato e il valore legale del risultato.
Richiedi una consulenza e ricevi un’indicazione chiara, professionale e riservata sul test più adatto al tuo caso.
Diagnosi genetiche aggiuntive durante la gravidanza
Nel corso della stessa procedura, è possibile eseguire anche indagini genetiche prenatali mirate alla ricerca di anomalie cromosomiche o malattie ereditarie.
Tra le principali diagnosi effettuabili vi sono la Sindrome di Down (Trisomia 21), la Sindrome di Patau (Trisomia 13), la Sindrome di Edwards (Trisomia 18) e altre alterazioni legate ai cromosomi X e Y.
Possono inoltre essere rilevate patologie genetiche specifiche, come:
la fibrosi cistica, la sindrome dell’X fragile, le talassemie, la distrofia muscolare di Duchenne-Becker e alcune forme di sordità congenita.
Queste analisi vengono eseguite in laboratori accreditati ISO, con metodiche citogenetiche e biomolecolari di ultima generazione.
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Attendibilità e tempi di consegna
Il test di paternità prenatale offre la stessa precisione e solidità scientifica del test tradizionale post-natale.
I risultati vengono consegnati in genere entro 7–10 giorni lavorativi dalla ricezione dei campioni e sono accompagnati da una Relazione di Consulenza Tecnica, redatta dal Dr. Vincenzo Agostini, in cui vengono descritte le metodiche utilizzate e l’interpretazione dei dati genetici.
Sicurezza e tutela dei dati personali
Tutte le procedure vengono svolte nel rispetto del Regolamento Europeo 679/2016 (GDPR) e delle normative ISO 17025, garantendo la massima riservatezza e protezione dei dati genetici.
Il campione viene tracciato lungo tutta la catena di analisi e conservato in modo sicuro, evitando qualsiasi possibilità di contaminazione o manomissione.
Domande frequenti
Il test di paternità prenatale è sicuro?
Sì. Il test non invasivo (NIPT) è completamente sicuro per madre e bambino, poiché si basa su un semplice prelievo di sangue materno.
Quando si può effettuare il test?
A partire dalla 10ª settimana di gestazione per la versione non invasiva e dalla 10ª per la villocentesi o la 15ª per l’amniocentesi.
Ha valore legale?
Solo se viene eseguito in modalità legale con catena di custodia certificata e identificazione ufficiale dei soggetti.
Serve il consenso della madre?
Sì, poiché il DNA fetale viene ricercato nel sangue materno o in campioni raccolti durante la gravidanza.
Ricevi supporto specialistico e tutte le informazioni utili per scegliere l’analisi più adatta.
Consulenza e richiesta del test prenatale
Il Dr. Vincenzo Agostini, biologo forense specializzato in genetica, esegue test di paternità legali e informativi con massima riservatezza, rigore metodologico e valore scientifico riconosciuto.
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